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ORIGINI & STANDARD: CARATTERE

Carattere e attitudini naturali

Il disegno descrittivo del Cane Corso, redatto dal compianto professor Antonio Morsiani, così recita testualmente la parte psichico comportamentale: " Intelligente, energico ed equilibrato, è ineguagliabile cane da guardia e da difesa. Docile e affettuoso col padrone, amante dei bambini e della famiglia, diviene, se necessario, difensore terribile e coraggioso delle persone, della casa e della corte. E' facilmente addestrabile".
Sul versante popolare, la severità austera del Corso assume dimensione antonomastica, come appare in una commedia del senese Iacopo Nelli ("Questo gran cane era di quei corsi? Eh stà zitta.. egli è un Principone!"), o come evidenzia un'anziana sensale di Capitanata, la quale – secondo la testimonianza di Fernando Casolino – per esaltare le doti morali e fisiche di un giovane, meglio non trovò che dire: "Je un cors!".
Lo standard, dunque, non esalta né a sproposito né con esagerazione partigiana la forza, la distinzione, il coraggio intrepido del Cane Corso; e i modi di dire della tradizione popolare lo confermano, con tutta la loro impareggiabile efficacia sintetica ed espressiva.
Certo non è un cane che ama le smancerie, di solito superficiali e soprattutto incostanti, come ben sanno anche gli uomini nei loro rapporti. Adora invece le manifestazioni di affetto dei padroni quando esse sgorgano dal profondo, quando si alimentano di una radicata, antica e reciproca solidarietà, quando si manifestano con moderazione, senza esagerare, con quotidiana e naturale costanza.
Come è moderato nell'offrire i segni di gioia, così si dimostra parco nel riceverne. In questo generale equilibrio di rapporti comunicativi e affettivi, si verifica tuttavia qualche differenza nei singoli soggetti; soprattutto bisogna distinguere tra il maschio, generalmente più irruente e focoso, e la femmina, più dolce e pacata. Quest'ultima va segnalata a coloro che intendono entrare in possesso per la prima volta di un Corso, poiché soprattutto dopo il primo parto, acuisce il suo già di per sé straordinario senso materno, innato e tenace, e lo trasferisce alle persone e alle cose della famiglia.
Esistono, come sempre in natura, molte varianti che riguardano i singoli soggetti, il cane ma anche e soprattutto l'uomo che intende acquistarlo. Tutte queste varianti vanno in un certo senso tenute presenti e ben soppesate al momento della scelta: benchè il Cane Corso sia estremamente adattabile, è doveroso considerare preliminarmente in quale ambiente esso verrà accolto e chi lo accoglierà. In ogni caso il cane non è mai un soprammobile, nemmeno se è di piccola taglia; il possesso di un Cane Corso, da questo punto di vista, modifica sensibilmente l'andamento della vita familiare, per cui occorre un esame cosciente e approfondito della situazione. Comunque non spaventiamoci: ad alcune piccole difficoltà, soprattutto all'inizio e quando il cane è nella fase della crescita, corrispondono soddisfazioni enormi, che ricompensano abbondantemente i sacrifici.
Le diversità individuali tra cane e cane costituiscono la straordinaria varietà di ogni singolo Corso, la sua indole irripetibile e originale, e provocano nel proprietario la gioia della scoperta e dell'analisi del "suo" cane al fine di ottenere il massimo dell'intesa. Bisogna ricordarsi sempre che, se pure è facilmente addestrabile, il Cane Corso non è e non sarà mai un automa. La vivida intelligenza si esplica anche nell'indipendenza, nell'eseguire per propria iniziativa compiti e servizi e nello scrutare dopo ogni azione la reazione del padrone. Basta – di solito – uno sguardo, un leggero mutamento del tono della voce, un gesto un po' più brusco del solito o un'accelerazione del passo dell'uomo: il cane comprenderà il bene o il male compiuto, la conseguente approvazione o il rimprovero o il divieto. Non sono assolutamente vietate le più dure sgridate, purchè esse siano proporzionali al fatto, quindi giustificate, tempestive e controllate.
Con il Cane Corso, al pari e più di altre razze canine, non vale la violenza della repressione, né la reazione incontrollata, poiché esse sono sempre dimostrazione di debolezza da parte dell'uomo. Nessun cane può fidarsi di un padrone irrazionale o violento e il Cane Corso, pienamente conscio della propria forza, chiede altrettanta sicurezza e ponderatezza al suo padrone. Il quale – si badi – potrà anche non essere un atleta o un energumeno: dalla parte dell'uomo la forza è soprattutto psichica e soltanto una persona dotata di virtù interiori merita a buon diritto di possedere un Cane Corso! Per intenderci niente di più facile che esasperare l'aggressività di un Corso. Esso allora reagirà come l'uomo – e non come la sua natura !- ha voluto, insorgendo di scatto con fulminea agilità, azionando la possente muscolatura e sul morso proverbiale. Diventerà il riflesso condizionato della violenza umana e non sarà quello che dovrebbe essere, uno straordinario e duttile ausiliario, un amico dolce per tutti i familiari e paziente oltre misura con i bambini, una guardia incorruttibile eppure moderata da spontanea saggezza e innata capacità nel distinguere tra gli eventi che possono capitare all'improvviso.
Ricordiamo a questo punto per amore di verità, ma liquidiamo in fretta per pudore, una delle deviazioni più ignobili a cui l'uomo ha costretto e costringe tuttora il Cane Corso. Qualcuno si è fatto fotografare su un calessino rozzamente artigianale trainato dal Corso, umiliato a ronzino. Altri hanno colto l'energia del Cane Corso l'occasione per allestire disgraziati e violenti duelli tra cani. Questi scontri vengono organizzati per il miserevole pretesto di dimostrare la forza del Corso e la sua presa, ma la causa di fondo è quella riprovevole di organizzare laute scommesse clandestine. L'uomo è assai abile nel trovare giustificazioni per il proprio operato e qualche dissennato "estimatore" della razza fa da cassa risonanza per così barbare usanze attraverso contributi propagandistici più o meno espliciti. In tutti questi casi sarebbe assai facile tracciare la cartella clinica della follia umana. Ci limitiamo qui a denunciare gli effetti disastrosi per la razza prodotti appunto dai duelli tra cani, poiché si verificarono e si verificano tuttora accoppiamenti sventurati con boxer, alani, dobermann e terrier, al fine di aumentare la potenza aggressiva del Corso: incroci in cui l'uomo riversa tutte le peggiori patologie del nostro tempo, il sadismo e l'arrogante tirannia sulla natura. Tutto ciò ha costituito un'eredità fuorviante e in netto contrasto con il recupero e la "pulizia" della razza, alla quale si sono dedicati con pazienza i genuini amatori di quel miracolo di armonia e funzionalità, di vigoria e di equilibrio, di severità e di dolcezza che si chiama Cane Corso.
Lasciamo queste miserie e chiediamoci piuttosto che cosa sia il Cane Corso nella sua autentica interezza, nelle sue azioni e reazioni.
Da colloqui avuti con il professor Antonio Morsiani, con gli altri cari amici della Società Amatori del Cane Corso (Stefano Gandolfi, Fernando Casolino, Gian Antonio Sereni, ecc.), con alcuni allevatori pugliesi, dalla frequentazione dell'allevamento mantovano di Malavasi, dai periodici raduni della razza e da ogni altra occasione cinofila avvenuta in più di dieci anni di impegno a favore del Corso, emergono tre considerazioni:
  • prima considerazione essenziale, cioè che nel Cane Corso è assente qualsiasi eccesso psicomorfologico. La sua stazza, pur considerevole, è tutta funzionale alla guardia, alla caccia, alla presa, senza alcuna concessione alle vuote apparenze. Conformazione che suscita l'immagine di una società altrettanto funzionale, collaudata e dedita al lavoro, società del necessario e non del superfluo, operosa, concreta ed essenziale anche nell'alimentazione.
  • La seconda considerazione è che, qualora si operino i giusti accoppiamenti e siano programmati interventi specifici nel fornire sostanze bilanciate e complete per la crescita, il Cane Corso aumenta la propria mole "naturalmente", cresce sugli appiombi e nell'apertura toracica, senza tuttavia mai eccedere, e offre un'altra immagine che gli appartiene per diritto storico, quella di un cane nevrile e compatto, quella di una presenza autorevole ed impressionante nella corte del fattore o nel palazzo del nobile. L'adattabilità del Corso è confermata anche da questo suo adeguarsi a condizioni biologiche e sociali estremamente differenti, chiedendo in ogni circostanza assai poco e offrendo in proporzione molto di più.
  • Infine una terza considerazione, il Cane Corso ha un posto vicino all'uomo. Ai suoi mestieri, alla sua vita familiare e professionale. Non chiede un padrone ricco, ma lo vuole vicino a sé, per poter comunicare con lui e offrire presenza e – ove occorra – aiuto. Se la società agreste e pastorale, dove è nato e si è diffuso il Cane Corso, è in progressiva e inesorabile via di sparizione, non si dovrà spezzare – sia pure sotto altre forme – quell'antico e profondo sodalizio uomo-cane che è necessario presupposto perché la razza si mantenga intatta nelle sue caratteristiche generali e particolari. L'uomo faccia il suo dovere; il Cane Corso corrisponderà in pieno, utilizzando la sua collaudata capacità di adattamento.
Nel Cane Corso emerge evidente la sua storia. Chi già possiede un esemplare sa, per esempio, che a ogni occasione propizia affiora in lui l'istinto della caccia. Così mi scrive il signor Gian Antonio Sereni, ricordando il suo indimenticabile Bulan, nero figlio di Dauno: "Bulan arrivò a casa che aveva tre mesi (...) In base al comportamento iniziale sembrava più che un cane da guardia un cane da caccia: tutto quello che c'era da annusare lo annusò e riannusò con insistenza e attenzione".
Quando poi Bulan si fece adulto, Sereni lo potè osservare in molti frangenti venatori, ed ebbe occasione "di vederlo scovare sia fagiani che lepri (...) Qualche volta ebbe a fiutare delle coppie in amore dietro qualche cespuglio".
Una Corsa fulva tigrata, raccolta cucciola piena di fame e di freddo da un contadino della Bassa Veronese, diventò insuperabile nella ferma ai fagiani. Il proprietario di fronte a qualche sfottò invidioso, alzava le mani anche lui incredulo. Io stesso posso testimoniare, nelle mie passeggiate, l'avvistamento a distanza considerevole, l'annusamento e il riporto di porcospini, afferrati dal Corso, incurante del dolore provocato dagli aculei, e alla fine regolarmente depositati ai miei piedi come trofeo. Una volta, in coppia, Valens e Isa attaccarono con vigore e lacerarono con un sol morso contrapposto una grossa serpe nera, chiamata volgarmente carbonaccio.
Il muggito in lontanaza, l'odore di stallatico: basta questo per risvegliare lontane consuetudini, per far emergere dal profondo della memoria la sensazione delle origini pastorali. Il Cane Corso si pone sull'attenti, inizia una vigorosa e sommaria perlustrazione dell'area circostante, scruta in lontananza e indaga, con le narici dilatate quasi a raccogliere il vento.
L'attuale diffusione e, presumibilmente, quella futura della razza affideranno sempre di più al Cane Corso compiti di guardia e di difesa. Per questi incarichi egli è pronto da secoli. Il Corso ha un forte senso della proprietà e, conseguentemente, del territorio affidatogli, dal quale tende a non allontanarsi mai. Si è detto "tende", poiché anche in questo occorre essere veritieri sino in fondo. L'elevatissimo senso dei confini si incrocia inevitabilmente con gli istinti più profondi dell'animale: il maschio può essere, in determinati periodi, attratto a qualche avventura galante extra domestica dalla vicinanza di femmine in calore. Viceversa la femmina non si allontanerà proprio mai da casa. La recinzione comunque è necessaria sia per evitare le scappatelle del maschio, sia per impedire l'avvento indesiderato di ospiti occasionali attratti dall'odore della femmina.
Il Cane Corso preferisce vigilare dai luoghi più vicini alla casa o, in occasione delle cucciolate, prossimi alla cuccia.
Questa sua preferenza rende la guardia più sicura, poiché stazionare ai confini potrebbe agevolare l'aggressione del cane da parte dei malintenzionati.
Dimostra inoltre una grande indifferenza verso gli estranei e, ovviamente con qualche piccolo esercizio appropriato, rifiuta categoricamente cibo e carezze dalle persone che non appartengono al nucleo familiare. E' opportuno assecondare, fin dai primi mesi, questa naturale diffidenza, evitando l'esibizione del Cane Corso a tutti i curiosi propensi a smancerie e carezze. Una giusta vita sociale comunque non potrà che giovare all'equilibrio psichico del Cane Corso, al controllo della sua aggressività e allo sviluppo della sua affettuosità, specie con i bambini e gli anziani.
Il suo morso è poderoso. Tuttavia vi ricorre in casi estremi. Segnala piuttosto con la sua voce baritonale la presenza di estranei.
Se questo non bastasse, ricorre alla massa d'urto dei muscoli pettorali: ricordo un giovane amico di famiglia, entrato incautamente e in tutta confidenza nel giardino senza permesso, bianco cadaverico in piedi e immobile, con la cagna che lo respingeva, petto contro petto, alitandogli in faccia ringhi terrificanti. Se fosse avanzato di un solo passo?
Gli ospiti vanno sempre accompagnati all'entrata e, soprattutto, all'uscita. Ho notato infatti la tendenza a esasperare il controllo specie quando l'ospite lascia la casa. L'accompagnamento dell'ospite è condizione necessaria e sufficiente per estendere al Corso il permesso dell'accoglienza ospitale.
Si avvisa, a proposito, che non tutti gli ospiti sono uguali per il nostro cane. Chissà per quale sotterraneo e misterioso motivo, alcuni uomini suscitano simpatia nel cane, altri il contrario. Qualora l'idiocrasia appartenga a un barboncino poco male; evidentemente diverso è il caso del Cane Corso: si irrigidisce, abbassa le orecchie, emette un ringhio lungo e sommesso che pare il brontolio di un temporale in arrivo. Il suo sguardo si fa vitreo, luccicante e insistente sull'obiettivo. La presenza di un familiare è nello stesso tempo necessaria e sufficiente per non fargli oltrepassare il limite dei suoi pregiudizi; meglio comunque aggiungere una carezza e un invito alla tranquillità.
È un cane poderoso, agilissimo, vigilante. Lo sanno tutti i proprietari di Corsi. Lo sanno anche ... i la dri, che hanno lasciato traccia di sé: qualche scarpa o qualche brandello di vestiario sulle cinte delle proprietà. Depone a favore del cane il fatto che assai raramente e soltanto nei casi di estrema necessità ricorra a interventi più categorici, per impedire furti, invasioni o aggressioni di varia natura. Del resto basta la sua presenza a scoraggiare ladri e malintenzionati.
Con i bambini, anche se estranei al nucleo familiare, è invece assai tollerante. Li accetta di buon grado e gioca con loro. Quando la loro esuberanza, il chiasso movimentato e lo strepito oltrepassano i limiti della sua sopportazione, allora si tira in disparte, guadagnando la cuccia o qualche altro angolo riposto.
Il Cane Corso è un giocherellone anche in età adulta, ma si mostra assai consapevole della sua imponenza: urta e provoca allo scontro fisico il compagno o la compagna, oppure il padrone se è altrettanto forte. Altrimenti si strofina delicatamente con il suo mantello alle persone più deboli e piccole o le chiama alzando una delle zampe anteriori.
Ama all'inverosimile le carezze e le coccole, le chiede con insistenza con lo sguardo o con versi ritmati emessi in tono alto. Vuole giocare riportando i pezzi di legno, sassi e qualunque cosa gli permetta di correre con il suo padrone, di toccarlo e di attirarlo nel suo gioioso passatempo. La sua preferenza va ai bastoni o ai rami recisi, con i quali può effettuare una sorta di tiro alla fune con l'uomo. Ha anche bisogno della parola del padrone, alla quale risponde con suoni acuti e intermittenti o con guati di affetto, insomma con quelle che si possono considerare le parole essenziali del cane.
Gli piace immensamente il passeggio al guinzaglio e, nei luoghi adatti, correre in piena libertà, all'impazzata, annusare e fare nuove scoperte. Se le uscite di casa sono regolari, egli conosce l'ora esatta del giorno o della settimana, previene l'evento facendo crescere l'entusiasmo o interrogando in anticipo il padrone. E' qui che apparirà ancora una volta evidente l'estrema adattabilità del Cane Corso: se si afferra il guinzaglio egli manifesterà una gioia prorompente con salti, corse e andirivieni impetuosi; altrimenti con leggera mestizia esprimerà una piega di delusione, passeggera come una nube estiva, per lasciare posto ai soliti e fedeli atteggiamenti di ubbidienza.
Coloro che, avendo spazio e possibilità, entrano in possesso di una coppia di Corsi, si assicurano una vigilanza eccezionale. Sarà allora un piacere osservare il comportamento dei cani, la divisione e la distribuzione dei ruoli pattuite tacitamente per legge atavica: il maschio a vigilare in un raggio d'azione più ampio (e, diremmo, rischioso); la femmina a stazionare più vicino alla casa, pronta ad accogliere il compagno con gesti affettuosi e con sguardi pieni di dolcezza e di gratitudine.
Vorrei, per inciso, rassicurare i proprietari di una coppia di Corsi sull'evento del parto. E' meglio separare il maschio dalla femmina; nel caso non fosse possibile, ci penserà la puerpera a stabilire rigide leggi di comportamento. Con ruggiti spaventosi terrà lontano il maschio-padre dai cuccioli per circa venti giorni e solo dopo questo periodo, che potremmo chiamare di assoluto allattamento, gli permetterà un progressivo e comunque controllato avvicinamento.
Ogni cane ha bisogno di attenzione e di compagnia e l'uomo, con la sua vicinanza e disponibilità, compensa le lunghe ore di solitudine, tollerate dal Corso con grande spirito di sopportazione, in grazia di antiche esperienze ausiliarie svolte in lontane stagioni.
È come si è detto poc'anzi – un cane da guardia, ma possiede anche attitudini alla difesa. Una volta entrato nella sua casa, offrirà a tutti la sua devozione, ma riserverà sentimenti di predilezione a qualcuno. L'intersecarsi del senso della proprietà e dell'attaccamento all'uomo è un'ulteriore riprova dell'equilibrio del Cane Corso.
In generale si manifesta nel Cane Corso una tendenza affettiva e protettiva verso le persone più deboli, sentimenti e atteggiamenti che trasferiscono nell'ambiente domestico e familiare il tradizionale ruolo di bovaro esercitato dal Corso nei secoli di impiego.
I Corsi maschi più aitanti, hanno sempre suscitato immediato stupore nelle persone incontrate, per il guizzare della potente muscolatura, per l'imponenza, per l'incedere nobile e, insieme agile, per lo sguardo fiero, per la testa massiccia innestata su un collo poderoso. Un maschio a guinzaglio o seduto a guardia sulla soglia di casa costituisce la propaganda più efficace per la razza del Cane Corso.
Tuttavia, la femmina, che è invero meno appariscente per il dimorfismo generalmente diffuso nel mondo animale, già da metà gestazione (un mese dopo la monta) diventa terribilmente gelosa del tesoro che custodisce: acuisce l'attenzione e la guardia, diventa oltremodo sospettosa verso gli estranei e, talvolta, anche aggressiva. Contemporaneamente si mostra sempre più bisognosa d'affetto e di comprensione da parte di tutti i membri della famiglia, a cui concede una fiducia assoluta e commovente; atteggiamenti, questi, che tagliano di netto, senza chiaroscuri, la distinzione tra membri della famiglia e il resto del mondo. Nel parto si sbriga da sola, pulisce accuratamente l'ambiente prima e dopo, elimina la placenta e massaggia vigorosamente i neonati.
È straordinario assistere a quelle scene ove deflagrano la sofferenza e l'energia della vita; è straordinario sperimentare con quanta generosità accetta i familiari fin dentro la cuccia, a contatto con i neonati dei quali peraltro è così gelosa. E' straordinario registrare il morboso, direi feroce attaccamento della madre verso i suoi piccoli. Per 2 o 3 giorni non esce mai dalla cuccia; soltanto dopo tre settimane dal parto accetta di allontanarsi, magari per uscire al guinzaglio per le passeggiate che adora, ma al ritorno si precipita immediatamente a effettuare un rapido e accurato controllo della situazione. E' straordinario assistere ai primi gesti dell'educazione con i quali la cagna insegna ai piccoli, ormai svezzati, a mangiare nelle loro ciotole e mostra loro i primi esercizi ginnici. Il maschio se c'è, partecipa alla fase educativa solo quando la femmina decide che è giunto il tempo di una progressiva e necessaria autonomia dei cuccioli.
In definitiva, il contemporaneo sviluppo del ciclo biologico e del rapporto con l'uomo dimostra che la natura asseconda l'antico patto tra mondo animale e mondo umano. Dimostra che occorre preservare al Cane Corso le sue radici istintive, perché esso corrisponda in pienezza e sincerità alle attese dell'uomo.
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